Non amo eccessivamente
il caldo, anzi mi infastidisce un po’, quindi appena posso
vado alla ricerca di frescura in luoghi possibilmente non
troppo distanti da casa. Questa volta per la gita
domenicale si è scelta una destinazione decisamente
particolare e suggestiva. Il piccolo borgo di Monteviasco,
che fa parte del comune di Curiglia (VA), si trova in
Val Veddasca, vicino a
Luino, sulle prealpi che sovrastano il Lago Maggiore ad una
altitudine di circa 900 m. s.l.m.. Si sviluppa su un
terrazzo morenico tutto campi terrazzati e boschi di
castagni. L'architettura tipica del paese è costituita da
case in sassi addossate le une alle altre, balconi in legno,
detti lobbie, e tetti in piode. La
pavimentazione originale in sasso detta rizzata, che
caratterizza il paese, è rimasta intatta per 200 anni
(grazie a Wikipedia e al sito
www.monteviasco.it/
per le interessanti informazioni!) e rende la passeggiata
particolarmente tonificante!
Ciò che
caratterizza Monteviasco
è il fatto che non si possa raggiungere con mezzi a motore
ma solo scarpinando lungo una mulattiera a scalini, circa
1400, oppure con una piccola funivia che può trasportare
massimo 15 passeggeri per viaggio. Gli abitanti stanziali
sono poche decine, molti visitatori giungono tutto l’anno
per una passeggiata nelle vie pittoresche e un lauto pasto
al ristorante Il Camoscio,
segnalato da anni su Osterie d’Italia. Ebbene
sono uscita allo scoperto, tutto questo preambolo per…un
posto dove mangiare bene!
L’arredamento del locale è tipicamente di
montagna, all’ ingresso il bancone del bar e qualche tavolino per
gli affezionati giocatori di carte, poi la grande sala da pranzo (80
coperti) con la piccola cucina a vista. Il servizio è semplice e
casalingo, il menù è lineare ed esauriente e le variazioni del
giorno vengono raccontate a voce. Le porzioni sono abbondanti, le
ricette e gli ingredienti tipici della zona. Incomincio con il
filetto di maiale alle bacche di bosco,
tenero e profumato, accompagnato da verdurine in agrodolce preparate
in casa. Proseguo con cappellacci alla ricotta
di capra e punte di ortica, notevoli grazie alla cremosità e
sapidità del ripieno.
Il secondo piatto, di cui ho carpito
una foto al volo, è quasi un piatto unico:
medaglioni di capriolo accompagnati da
cavolo rosso brasato, piccolo tortino agli asparagi e
spatzli. Nonostante la sazietà ormai raggiunta non ho
potuto rinunciare al dolce e ho infine gustato un ottimo
gelato di latte di capra gusto fiordilatte con frutti di
bosco caldi. La scelta di bottiglie è limitata e il vino
scelto, barbera sfuso della casa, leggermente mosso e
dolciastro, non mi ha entusiasmato e non è risultato in
equilibrio con il menù degustato. Questa è l’unica nota
negativa di un’esperienza che nel complesso ho apprezzato e
che ripeterei volentieri al presentarsi di quella
improvvisa voglia di sapori di montagna.
Il
Ristorante:
Trattoria
Il Camoscio
Via Da
Vinci, 9
Monteviasco (Curiglia con
Monteviasco) VA
Tel. 0332 573366-561130
Chiuso: mercoledì e giovedì, mai in
agosto
Orario: mezzogiorno, sera su
prenotazione
Carte di credito: no
Possibilità di pernottamento in rifugio
con disponibilità di 25 posti, per informazioni chiedere
presso il ristorante
Nelle varie iniziative che Slow
Food organizza si ha modo di fare piacevoli incontri con cibi e
bevande che non degustiamo tutti i giorni. Può capitare di
frequentare anche molte altre manifestazioni o, più semplicemente
organizziamo noi stessi cene per amici e parenti. Anche la vacanza
estiva od il fine settimana "fuori porta" può essere occasione di
incontri eno-gastronomici.
Tutto questo genera immancabilmente
un patrimonio di conoscenze ed esperienze che pensiamo sia un
peccato rimangano confinate nelle menti di chi le ha vissute.
Questa è la ragione di esistere di queste pagine.
Via via si arricchiranno delle esperienze che Sara ha fatto e che
farà.
Saranno a disposizione, come patrimonio comune,
di tutti quelli che le vorranno leggere.