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Salumi:
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VIOLINO DI
CAPRA
DELLA VALCHIAVENNA:
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Lombardia
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Questo singolare salume prodotto con la
coscia e la spalla della capra ha davvero la
forma di un violino, con la zampa a fungere
da manico e la massa muscolare da cassa. È
un prodotto tipico di tutta la Valchiavenna
e, quassù, un tempo crocevia di viaggiatori
che transitavano per l’Italia dalla
Germania, dall’Austria e dalla Svizzera, la
tradizione della lavorazione e della
salagione delle carni si perde nella notte
dei tempi, ma si contano sulle dita di una
mano gli artigiani che lavorano questo
prosciutto di capra secondo le regole
tradizionali...
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MARI0LA: |
Emilia
Romagna
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La mariola è uno dei salami più tradizionali della Bassa
Parmense, del Piacentino e di parte del Cremonese (ma qui la
chiamano ciota). Si fa con cosa rimane del maiale, dopo aver
destinato coppa e spalla ai salumi importanti. Ne esistono
due versioni: cotta e cruda. Un tempo i signori volevano
soltanto la seconda, la più complessa da stagionare. I più
poveri invece non potevano permettersi un prodotto così
difficile da conservare: la loro mariola era quella di
cotechino, da cuocere...
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Culatello
di Zibello |
Emilia
Romagna
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Il culatello è uno dei salumi più nobili della norcineria
italiana: per la tecnica di lavorazione, lunga e
delicatissima, perché viene prodotto con la parte più
pregiata del suino, la noce della coscia, per la sua rarità.
Infatti, nonostante oggi sia uno degli insaccati più noti e
celebrati, sul mercato arrivano soltanto 9-10 mila pezzi
l’anno. O meglio: 9-10 mila pezzi portano il marchio del
Consorzio Produttori di Zibello, mentre sono circa 30 mila
quelli che si fregiano della Dop. La differenza consiste nel
fatto che quelli del Consorzio devono essere...
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Spalla
Cruda |
Emilia
Romagna
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Il Parmense è
l’epicentro storico della cultura del suino: nessun’altra
regione del mondo vanta tanta varietà di elaborati a base di
carne di maiale e tanta perizia nel confezionarli.
La spalla, che in altre
regioni viene disfatta e macinata nell’impasto di salami e
cotechini, qui trova dignità di grande salume, sia completa
di osso sia disossata.
Preparare una spalla
cruda e stagionarla fino a 16, 20 mesi è arte sopraffina di
norcineria
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Salame delle Valli Tortonesi |
Piemonte
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Le tre valli sono la Val Curone,
la Val Grue e la Valle Ossona, a sud-ovest di Tortona (in
provincia di Alessandria), al confine tra Piemonte,
Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. L’allevamento dei
maiali è parte integrante della storia e della cultura
contadina di queste terre. La produzione, di stampo
tradizionale, comprende tutti i prodotti più classici della
norcineria piemontese (salsicce, cacciatorini, cotechini,
salami cotti, zamponi, pancette, lardo), ma la principale
specialità della zona è il salame crudo, realizzato da un
buon numero di piccoli produttori artigianali...
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Testa in cassetta di Gavi |
Piemonte
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Ricetta antica ed elaborata, la
testa in cassetta è un tipico salume «di risulta»: lo
stratagemma studiato dai contadini per conservare e rendere
appetitose le parti del maiale che avanzavano dalla
produzione di prosciutti, coppe e salami. La versione
elaborata dai macellai di Gavi si differenzia dall’originale
contadino per l’uso di tagli bovini nobili e meno nobili che
ingentiliscono la ricetta.
Viene prodotta, esclusivamente
nei mesi invernali, utilizzando accanto alla testa del
maiale, la lingua, il muscolo e il cuore bovino, considerato
indispensabile per ravvivare il colore della fetta...
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Mortadella Classica |
Emilia
Romagna
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Il panino di mortadella è
diventato l’emblema del cibo economico e veloce, una sorta
di fast food all’italiana. Un’immagine ingiusta per un
insaccato che ha una storia antica e aristocratica. Le sue
origini risalgono sicuramente al Medioevo. In ogni caso la
ricetta della mortadella vanta un testimone illustre,
Cristoforo di Messisbugo, il quale nel 1557 nel suo Libro
novo racconta in modo accurato tutte le fasi di lavorazione
della mortadella e ne elenca gli ingredienti...
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Biroldo della Garfagnana |
Toscana
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Per fare questo particolare e
antico sanguinaccio si utilizza esclusivamente la testa del
maiale, che è più magra e conferisce una consistenza morbida
al prodotto, con l’unica eccezione di cuore e lingua. Le
spezie che profumano l’impasto di carne e sangue possono
variare, ma sono tassativamente esclusi i pinoli che,
spesso, caratterizzano invece il biroldo di Lucca. La
ricetta non è complicata, ma occorre una grande manualità e
un saper fare attento per ottenere il prodotto giusto
(tradizionalmente è compito delle donne)...
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