Cerro Maggiore

Cerro Maggiore è situato in Lombardia nella Provincia di Milano. Il 16 settembre si festeggia il Patrono, SS. Cornelio e Cipriano. Tra gli edifici religiosi: Chiesa Parrochiale SS. Cornelio e Cipriano; Chiesa della Boretta; Chiesa Visitazione di Maria dei Frati Cappuccini. Da Vedere: Palazzo del Re; Palazzo dell'Acqua, era la "casa di villeggiatura" dei nobili Corneliani.

Ville e palazzi [tratto da wikipedia]

Palazzo Dal Re

Costruita dalla famiglia Dal Re, ricchi possidenti locali, il palazzo omonimo si staglia nel pieno centro storico del paese, a breve distanza dalla chiesa parrocchiale.

L'ingresso principale è contraddistinto da un muro di cinta e da una cancellata monumentali e consente l'accesso ad un grande cortile colonnato che consente di avere una visione d'insieme del complesso principale e dei due corpi laterali. La parte interna del palazzo è di origine settecentesca ed è ricca di elementi decorativi barocchi di grande pregio, prevalentemente ad affresco.

La villa è stata recentemente oggetto di approfonditi restauri ad opera della sovrintendenza ai beni architettonici.

 

Palazzo Corneliani Dell'Acqua

L'attuale costruzione di Palazzo dell'Acqua, risale all'Ottocento e venne edificata come casa di villeggiatura per la nobile famiglia dei Corneliani. Il palazzo è composto da un corpo centrale e da due ali laterali secondo lo schema classico a "U" con l'aggiunta di una casa colonica e di una cappella privata che racchiudono due cortili interni. Internamente solo alcuni affreschi originari si sono conservati (nell'area dello scalone ed in alcune stanze del piano nobile).

Nel 1927 il Palazzo venne acquistato dalla famiglia Dell'Acqua, distintasi nel campo dell'industria tessile, la quale destinò alcune aree dello stabile per accogliere un asilo per il paese. Negli anni '80 la villa venne ceduta al comune che ne fece la sede dei propri uffici d'amministrazione

 

Villa Bernocchi Dell'Acqua

La villa, costruita sul finire del Settecento, si presenta nel complesso come una struttura di stile neoclassico. Essa venne fatta costruire per volere della famiglia Bernocchi, notabili possidenti locali. Lo stabile è costituito da un corpo principale che presenta al piano terra un ampio porticato anticamente aperto ma ora chiuso da vetrate. Internamente, anche a causa dei passaggi di proprietà della villa e della poca cura dei relativi proprietari, hanno quasi tutti perso il loro originario splendore e diconseguenza solo poche sale conservano le originali decorazioni a stucco. Sul retro della villa, si estende un parco di discrete dimensioni che accoglie ancora alcune tracce di un progetto di giardino all'italiana.

Nel 1927 la villa venne acquistata dai Dell'Acqua (già proprietari di un altro palazzo in Cerro Maggiore) e succeessivamente venne ceduta al comune. Attualmente la villa è di proprietà comunale ed accoglie la Biblioteca Civica.

Confina con i comuni di: Legnano, Uboldo, Origgio, Parabiago, Nerviano, Rescaldina e San Vittore Olona.

Memorie Storiche

Il libro Antiquario della Diocesi di Milano (1828) Cerro viene così descritta:

CERRO, luogo assai signorile, compreso nel contado di Milano sin dall’anno 777; ma l’anno 1185 Federico I imperatore lo aggregò con tutta la pieve al contado del Seprio. Contendono gli scrittori, se qui fosse l’antica città di Acerra. Vuole Gaudenzio Menila, De Gal. Cisalp., che a’ tempi dei consoli C. Cornelio Merula e M. Claudio Marcello qui fosse la detta città. Molti fatti sembrano comprovare l’opinione dell’autore suddetto: una tratta de’ fondi sotto del paese ed altra di sopra conservano tuttora il nome d’Acerri. In un fondo distante passi cinquecento dal fabbricato, chiamato la Lotta, nell’anno 1788 trovaronsi sotto terra molte urne ripiene di gentileschi avanzi, fra’ quali alcune e monete de’ primi Cesari, che s’usavano mettere nelle bocche de’defunti, dandosi con ciò a credere che servir dovessero per pagare il tributo a Caronte; si trovarono pugnaletti, lanterne perpetue e vasi funerarj, giusta lo stile de’ gentili, e su’ quali si videro incise queste romane lettere C. I-E. LAB., allusive forse al nome e cognome dell’artefice che gli aveva fabbricati. Ben sanno gli eruditi, che Romolo introdusse, e Lucio Tarquinio illustrò in Roma i giuochi atleti, divisi in Cursori, Pugilli e Lottatori, che si estesero di mano in mano a tutte le città, e che vi si celebravano col concorso de’ popoli vicini, da cui si volle dedurre che questo fondo, denominato la Lotta, fosse il circo de’ lottatori dell’accennata città.

Nell’anno 1094 era questo paese munito d’un castello, avanzo forse dell’estinta città: ce lo accerta il testamento di Landolfo prete decumano della chiesa di santa Maria Jemale di Milano, che esisteva nell’archivio de’ Cisterciesi di s. Ambrogio di questa stessa città, il quale lasciò alcuni fondi, posti dentro del castello (infra Castrum de loco Cerro), parte al monastero di s. Ambrogio suddetto, affinchè servissero per le calze de’ monaci, e parte ai canonici di s. Ambrogio medesimo.

L’anno 1075 la nobile famiglia Soresina qui possedeva molti fondi, la metà de’ quali lasciò ai nominati canonici per ridurli a vita regolare.

Entrando in questa terra s’incontrava il bel convento de’ PP. Cappuccini, situato su d’un quadrato piazzale, che deve la sua fondazione a Pompeo Legnani degli Oldrendi, che qui abitava nel 1580. Aveva egli eretto una chiesa a santa Elisabetta, e nel suo testamento ordinò poi a’ suoi eredi di aggiungervi un fabbricato per convento de’ cappuccini. Sul principio dello scorso secolo per legato di Gio. Francesco Lampugnani fu rifabbricato dai fondamenti in moderno disegno sì il convento che la chiesa, in fronte alla quale vedesi la visitazione di santa Elisabetta dell’eccellente pennello di Donato Mazzoleni. Il convento fu soppresso negli ultimi tempi.

Dicontro al convento stesso, lungo la contrada Cerrense, alla quale fanno ala le vaghe ripartite ampie moderne fabbriche de’ signori compossessori, nel mezzo del paese, e dirimpetto ad una piazza alzasi la sontuosa parrocchiale d’ampio fabbricato, e di non ordinaria altezza, dedicata a’ ss. MM. Cornelio e Cipriano, in fronte del cui tempio inciso in pietra leggesi il seguente elogio:

Evvi altra chiesa dedicata alla B. V. M., di moderno fabbricato, in cui esisteva una confraternita sino dai tempi di s. Carlo , e che or serve per chiesa sussidiaria alla parrocchiale.

Nell’anno 1591 Francesco Crivelli con suo testamento convertì la propria casa da nobile di Cerro in un ospitale, ed ordinò che ivi si mantenessero i poveri vecchi di sua agnazione, erigendovi un capitolo di deputati da scegliersi pro tempora dalle nobili famiglie Crivelli di Uboldo, di Nervano, di Parabiago e di Magenta. Quest’ospitale fu da non molto tempo con permesso del Sovrano soppresso dal capitolo suddetto, e convertita l’entrata in doti, in mensuali sussidj, ed altre pie cause, da distribuirsi da’ deputati pro tempera a’ poveri dell’agnazione suddetta.

L’anno 1646 la famiglia Lampugnani, che tuttora ivi nobilmente esiste, donò alla confraternita di s. Gio. Ballista il fondo per la fabbrica del bell’oratorio che al presente si vede annesso alla casa della medesima.

La stessa nobile famiglia Lampugnani è descritta nella matricola degli Ordinarj, ed è delle più antiche del Milanese.

Queste notizie debbonsi ad un erudito cavaliere, compossessore nel suddetto villaggio, assai versato nelle patrie storie.

Mentre così riporta sulla attuale frazione di Cantalupo:

CANTALUPO. Qui era un antico monastero fondato da Fiorina Crivelli sorella di Urbano III papa, ed insieme nostro arcivescovo. Si scorgono tuttora in Cantalupo gli avanzi dell'antico monastero, e si vede sul muro della parrocchial chiesa un'antica pittura che rappresenta un Crocifisso con ai piedi una monaca, e sotto di essa queste parole: M. Floriana. Furono le monache in origine Umiliate, poi Agostiniane, finalmente Francescane scalze, e così esemplari, che Pio II nel 1461 ne delegò alcune alla riforma del Monastero Maggiore di Milano, e nello stesso secolo molte altre a riformare quattro monasteri esistenti in Milano ed in Pavia.