Cerro Maggiore
Cerro Maggiore è situato in
Lombardia
nella
Provincia di Milano.
Il 16 settembre si festeggia il Patrono, SS. Cornelio e Cipriano. Tra
gli edifici religiosi: Chiesa
Parrochiale SS. Cornelio e Cipriano; Chiesa della Boretta; Chiesa
Visitazione di Maria dei Frati Cappuccini. Da Vedere: Palazzo del Re;
Palazzo dell'Acqua, era la "casa di villeggiatura" dei nobili Corneliani.
Palazzo
Dal Re
Costruita
dalla famiglia Dal Re,
ricchi possidenti locali, il palazzo omonimo si staglia
nel pieno centro storico del paese, a breve distanza
dalla chiesa parrocchiale.
L'ingresso
principale è contraddistinto da un muro di cinta e da
una cancellata monumentali e consente l'accesso ad un
grande cortile colonnato che consente di avere una
visione d'insieme del complesso principale e dei due
corpi laterali. La parte interna del palazzo è di
origine settecentesca ed è ricca di elementi decorativi
barocchi di grande pregio, prevalentemente ad affresco.
La villa è
stata recentemente oggetto di approfonditi restauri ad
opera della sovrintendenza ai beni architettonici.
Palazzo Corneliani Dell'Acqua
L'attuale
costruzione di Palazzo dell'Acqua,
risale all'Ottocento e venne edificata come casa di
villeggiatura per la nobile famiglia dei Corneliani. Il
palazzo è composto da un corpo centrale e da due ali
laterali secondo lo schema classico a "U" con l'aggiunta
di una casa colonica e di una cappella privata che
racchiudono due cortili interni. Internamente solo
alcuni affreschi originari si sono conservati (nell'area
dello scalone ed in alcune stanze del piano nobile).
Nel 1927 il
Palazzo venne acquistato dalla famiglia Dell'Acqua,
distintasi nel campo dell'industria tessile, la quale
destinò alcune aree dello stabile per accogliere un
asilo per il paese. Negli anni '80 la villa venne ceduta
al comune che ne fece la sede dei propri uffici
d'amministrazione
Villa Bernocchi Dell'Acqua
La villa,
costruita sul finire del Settecento, si presenta nel
complesso come una struttura di stile neoclassico. Essa
venne fatta costruire per volere della famiglia
Bernocchi, notabili possidenti locali. Lo stabile è
costituito da un corpo principale che presenta al piano
terra un ampio porticato anticamente aperto ma ora
chiuso da vetrate. Internamente, anche a causa dei
passaggi di proprietà della villa e della poca cura dei
relativi proprietari, hanno quasi tutti perso il loro
originario splendore e diconseguenza solo poche sale
conservano le originali decorazioni a stucco. Sul retro
della villa, si estende un parco di discrete dimensioni
che accoglie ancora alcune tracce di un progetto di
giardino all'italiana.
Nel 1927 la
villa venne acquistata dai Dell'Acqua (già proprietari
di un altro palazzo in Cerro Maggiore) e
succeessivamente venne ceduta al comune. Attualmente la
villa è di proprietà comunale ed accoglie la Biblioteca
Civica.
Confina con i
comuni di:
Legnano,
Uboldo,
Origgio,
Parabiago,
Nerviano,
Rescaldina e
San Vittore Olona.
Memorie Storiche
Il libro
Antiquario della Diocesi di Milano (1828)
Cerro viene così descritta:
CERRO, luogo
assai signorile, compreso nel contado di Milano sin dall’anno 777; ma
l’anno 1185 Federico I imperatore lo aggregò con tutta la pieve al
contado del Seprio. Contendono gli scrittori, se qui fosse l’antica
città di Acerra. Vuole Gaudenzio Menila, De Gal. Cisalp., che a’
tempi dei consoli C. Cornelio Merula e M. Claudio Marcello qui fosse la
detta città. Molti fatti sembrano comprovare l’opinione dell’autore
suddetto: una tratta de’ fondi sotto del paese ed altra di sopra
conservano tuttora il nome d’Acerri. In un fondo distante passi
cinquecento dal fabbricato, chiamato la Lotta, nell’anno 1788
trovaronsi sotto terra molte urne ripiene di gentileschi avanzi, fra’
quali alcune e monete de’ primi Cesari, che s’usavano mettere nelle
bocche de’defunti, dandosi con ciò a credere che servir dovessero per
pagare il tributo a Caronte; si trovarono pugnaletti, lanterne perpetue
e vasi funerarj, giusta lo stile de’ gentili, e su’ quali si videro
incise queste romane lettere C. I-E. LAB., allusive forse al nome e
cognome dell’artefice che gli aveva fabbricati. Ben sanno gli eruditi,
che Romolo introdusse, e Lucio Tarquinio illustrò in Roma i giuochi
atleti, divisi in Cursori, Pugilli e Lottatori, che
si estesero di mano in mano a tutte le città, e che vi si celebravano
col concorso de’ popoli vicini, da cui si volle dedurre che questo
fondo, denominato la Lotta, fosse il circo de’ lottatori
dell’accennata città.
Nell’anno 1094
era questo paese munito d’un castello, avanzo forse dell’estinta città:
ce lo accerta il testamento di Landolfo prete decumano della chiesa di
santa Maria Jemale di Milano, che esisteva nell’archivio de’ Cisterciesi
di s. Ambrogio di questa stessa città, il quale lasciò alcuni fondi,
posti dentro del castello (infra Castrum de loco Cerro), parte al
monastero di s. Ambrogio suddetto, affinchè servissero per le calze de’
monaci, e parte ai canonici di s. Ambrogio medesimo.
L’anno 1075 la
nobile famiglia Soresina qui possedeva molti fondi, la metà de’ quali
lasciò ai nominati canonici per ridurli a vita regolare.
Entrando in
questa terra s’incontrava il bel convento de’ PP. Cappuccini, situato su
d’un quadrato piazzale, che deve la sua fondazione a Pompeo Legnani
degli Oldrendi, che qui abitava nel 1580. Aveva egli eretto una chiesa a
santa Elisabetta, e nel suo testamento ordinò poi a’ suoi eredi di
aggiungervi un fabbricato per convento de’ cappuccini. Sul principio
dello scorso secolo per legato di Gio. Francesco Lampugnani fu
rifabbricato dai fondamenti in moderno disegno sì il convento che la
chiesa, in fronte alla quale vedesi la visitazione di santa Elisabetta
dell’eccellente pennello di Donato Mazzoleni. Il convento fu soppresso
negli ultimi tempi.
Dicontro al
convento stesso, lungo la contrada Cerrense, alla quale fanno ala
le vaghe ripartite ampie moderne fabbriche de’ signori compossessori,
nel mezzo del paese, e dirimpetto ad una piazza alzasi la sontuosa
parrocchiale d’ampio fabbricato, e di non ordinaria altezza, dedicata a’
ss. MM. Cornelio e Cipriano, in fronte del cui tempio inciso in pietra
leggesi il seguente elogio:
Evvi altra
chiesa dedicata alla B. V. M., di moderno fabbricato, in cui esisteva
una confraternita sino dai tempi di s. Carlo , e che or serve per chiesa
sussidiaria alla parrocchiale.
Nell’anno 1591
Francesco Crivelli con suo testamento convertì la propria casa da nobile
di Cerro in un ospitale, ed ordinò che ivi si mantenessero i poveri
vecchi di sua agnazione, erigendovi un capitolo di deputati da
scegliersi pro tempora dalle nobili famiglie Crivelli di Uboldo,
di Nervano, di Parabiago e di Magenta. Quest’ospitale fu da non molto
tempo con permesso del Sovrano soppresso dal capitolo suddetto, e
convertita l’entrata in doti, in mensuali sussidj, ed altre pie cause,
da distribuirsi da’ deputati pro tempera a’ poveri dell’agnazione
suddetta.
L’anno 1646 la
famiglia Lampugnani, che tuttora ivi nobilmente esiste, donò alla
confraternita di s. Gio. Ballista il fondo per la fabbrica del
bell’oratorio che al presente si vede annesso alla casa della medesima.
La stessa nobile
famiglia Lampugnani è descritta nella matricola degli Ordinarj, ed è
delle più antiche del Milanese.
Queste notizie debbonsi ad un erudito
cavaliere, compossessore nel suddetto villaggio, assai versato nelle
patrie storie.
Mentre così
riporta sulla attuale frazione di Cantalupo:
CANTALUPO. Qui era un antico monastero
fondato da Fiorina Crivelli sorella di Urbano III papa, ed insieme
nostro arcivescovo. Si scorgono tuttora in Cantalupo gli avanzi
dell'antico monastero, e si vede sul muro della parrocchial chiesa
un'antica pittura che rappresenta un Crocifisso con ai piedi una monaca,
e sotto di essa queste parole: M. Floriana. Furono le monache in origine
Umiliate, poi Agostiniane, finalmente Francescane scalze, e così
esemplari, che Pio II nel 1461 ne delegò alcune alla riforma del
Monastero Maggiore di Milano, e nello stesso secolo molte altre a
riformare quattro monasteri esistenti in Milano ed in Pavia.