
Miele di rododendro, miele di millefiori e melata di abete: sono
questi i tre mieli dell'arco alpino. Produzioni difficili: una
buona stagione (ogni quattro, cinque anni) offre poche centinaia
di quintali.
Soltanto il nettare bottinato al di sopra dei 1200 metri da
miele “d'alta montagna”. Per il millefiori le piante coinvolte
sono davvero tante: rododendro, campanula, lupinella, trifoglio,
lampone, timo serpillo… È un prodotto splendido e delicato,
sempre diverso, da zona a zona e da un anno all'altro. La melata
d'abete non si fa tutti gli anni. Le api si nutrono del liquido
resinoso prodotto dagli afidi alimentati a loro volta dalla
linfa dell'abete bianco. Il sapore è maltato, caramellato,
aromatico, con note resinose di fumo. Il miele di rododendro ha
un nome evocativo
e proviene da una pianta molto bella e conosciuta. Fresco e
raffinato, è particolarmente raro e prodotto quasi
esclusivamente nel nostro Paese. Quando portare gli animali al
pascolo era la norma, quando la transumanza era diffusa e
regolare, anche le api ne traevano vantaggio. I pascoli venivano
curati e puliti a tutto beneficio non solo degli animali, ma
anche della vegetazione. Oggi la montagna si è spopolata, i
pascoli sono meno curati e gli arbusti migliori non trovano più
spazio. Ma c'è pure un “dritto” della medaglia: la montagna poco
servita, con poche strade e poco abitata, è anche poco inquinata
e gli ambienti incontaminati garantiscono produzioni scarse, ma
di alta qualità.
Il Presidio si propone di valorizzare e rilanciare i mieli di
alta montagna. Ma, soprattutto, si inserisce in una più vasta
campagna per la valorizzazione del miele vergine integrale.
A tavola
La melata di abete ha colore molto scuro, quasi nero, con una
leggera fluorescenza verdastra. L'odore è leggermente resinato e
può ricordare il legno bruciato e lo zucchero caramellato. In
bocca è meno dolce dei mieli di nettare e ha note di malto e di
balsamico.
Il miele di rododendro e il millefiori di alta montagna sono
freschi e raffinati. Entrambi hanno colore molto chiaro, che
diventa bianco nel prodotto cristallizzato. Al naso e in bocca
sono delicatissimi, con un leggero aroma che può ricordare la
marmellata di piccoli frutti.
Nell'abbinamento con i formaggi il miele non deve essere
cristallizzato (nel caso immergete il barattolo a bagnomaria in
acqua tiepida permettendone la liquefazione). La melata, intensa
e balsamica, regge bene formaggi di media stagionatura; il miele
di rododendro e il millefiori - più dolci - accompagnano meglio
formaggi piccanti: pecorini molto stagionati ed erborinati non
troppo potenti.
Area di produzione:
Arco alpino sopra i 1200 metri di altitudine.
Presidio sostenuto da:
Aspromiele, Unaapi (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori
Italiani), Apilombardia
Responsabili del Presidio:
Massimo Carpinteri, tel. +39 335 205763 alberodellavitaapicoltur@tin.it;
Armando Lazzati, tel. +39 0383 43858 aspromiele@aspromiele.191.it |